lunedì 10 gennaio 2011

Una cosa banale.

Avevo cominciato a fare dei quadratini colorati con illustrator. Pian piano hanno cominciato a prendere vita propria e reclamare. Hanno preteso -figuratevi- di essere messi in ordine. Mi sono lasciato entusiasmare dalla loro foga e gli ho dato retta.

Alla fine però mi sono reso conto che quello che mi chiedevano era semplicemente di creare uno schema
facile facile, con i tre colori della quadricromia che scendevano progressivamente (del 10% alla volta) verso il bianco.
Uno schema facile facile.
Una cosa banale.
Una cosa che altri hanno fatto prima di me, non al computer  ma mescolando pigmenti, non digitando su una tastiera, ma aggiungendo il bianco.
Una cosa su cui cervelli fini di artisti e scenziati si sono spremuti, hanno riflettuto e speculato. Garantendo così anche a noi tonni d'oggi di poter giocare coi colori in tutta facilità.

Comunque...
Alla fine ho deciso che non potevano essere i colori a decidere.
Che cazzo, i colori non avrebbero senso senza i miei occhi per vederli ed il mio crevello per interpretarli.
E quindi ho deciso che lo schemino andava imbrigliato e soggiogato.
Ho deciso di copiarlo e ripeterlo, fino a formare un pattern.

Mi piacerebbe dire che la frase è venuta da sè, portata dal soffio divino dell'ispirazione. In realtà era un concetto sul quale rimurginavo da un po', anche se in negativo.

Dovrei realizzare dei poster così. Sono sicuro che con la presentazione giusta e la frase tradotta in inglese potrei addirittura venderli a qualche gonzo. O almeno farli finire su ffffound!...


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